Giovedì 7 aprile 2011 si è tenuta una seduta di Consiglio Comunale, programmata per interrogazioni ed interpellanze, che è durata solo pochi minuti. Dopo l'insediamento i consiglieri di maggioranza sono usciti dall'aula facendo venire meno il numero legale, per cui la seduta è stata sciolta. Tra i banchi delle minoranze erano presenti cinque consiglieri su sette. La presenza minima di sette consiglieri è presupposto per rendere legale la seduta di consiglio prevista per le interrogazioni. Ciò che è accaduto è di enorme gravità e non ha precedenti nella storia del nostro Comune. Di fatto è stato impedito ad altri consiglieri di prendere la parola. Se è legittimo fare venire meno il numero legale per non fare approvare qualcosa che non si condivide è antidemocratico reprimere la libertà di parola in particolare nella sede votata a questo compito qual è la sala consiliare. Se la motivazione è stata quella di dimostrare che senza la presenza dei consiglieri di maggioranza non si può tenere una seduta di consiglio, la motivazione è puerile e propinabile agli allocchi in quanto a nessuno è dato di imporre alle minoranze unità e coesione per essere autorizzati a manifestare il proprio pensiero. Tra i banchi di minoranza sono presenti forze politiche che si sono presentate alle elezioni con un proprio candidato sindaco e non forze coalizzate. Infatti in aula erano presenti tre candidati sindaci divenuti consiglieri comunali: Giovanni Alberotanza, Nico Berlen e Stefano Gaudiuso. La verità è un'altra, si è fatta violenza alla democrazia ed ai rappresentanti del popolo per non correre il rischio che qualcuno potesse mettere in evidenza cose che non si vogliono rendere pubbliche. Spero che in tutto questo non c'entri la Mel System. Non è da sottovalutare che quella brevissima seduta ha avuto un costo economico per spese di organizzazione e gestione degli impianti, per  maggiori ore di lavoro del personale e per il gettone di presenza di € 42 che sarà corrisposto a tutti i consiglieri che hanno messo piede in aula.

Quando ho deciso di impegnarmi nella gestione di questo sito mi sono ripromesso, facendomi violenza, di mantenere a distanza la mia vocazione politica che comunque manifesto e curo su altro fronte. Quando però ti accorgi che uno dei valori in cui credi incomincia a subire degli attacchi scatta la molla della reazione. E la molla è scattata.


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enzo   |10/04/2011 15:25:23
Caro mimmo,
ho appena letto il tuo articolo, è pienamente condivisibile: non
avevo pensato che la minoranza è composita, pertanto le tue osservazioni sono
puntuali.Potresti inoltrare l'articolo anche alla stampa locale.
Un abbraccio,
enzo.

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