Sulla costa molese, all'ingresso della frazione di Cozze, fa cattiva mostra il rudere della IOM ( Industria Olearia Molese ), opificio realizzato per la lavorazione della sansa, che nel suo periodo di attività ha creato più danni ( ancora visibili sulla scogliera) che benefici. A tutt'oggi pare che nessuno si preoccupi dello stato della struttura nonostante faccia bella mostra per la sua pericolosità. La maggior parte della recinzione, a ridosso della quale nel periodo estivo trovano conforto dai raggi del sole molti bagnanti, è pericolante ed una parte è gia crollata. Si aspetta che accada l'irreparabile per adottare provvedimenti? E' credibile che Vigili Urbani, Capitaneria di Porto, Carabinieri e Guardia di Finanza, che periodicamente con i propri mezzi si affacciano sulla zona, non abbiano relazionato a chi di dovere? Poichè l'area occupata dal manufatto è molto estesa, sorge spontaneo il dubbio che qualcuno sia in attesa di qualche legge possa consentire di rendere edificabile la zona. Ma le autorità che fanno?

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